sabato 21 maggio 2011

ANGELO BOTTIGELLI, PITTORE,INCISORE, SCRITTORE E ANTIQUARIO A BUSTO ARSIZIO IN PROVINCIA DI VARESE

Angelo Bottigelli, fu un pittore e un incisore, aprì il suo studio d’arte in via Mazzini, a Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove assieme alla moglie Antonietta, fu proprietario di un negozio di antiquariato, in via Bonsignori. Per la città di Busto, che lo vide nascere nel 1897, vivere, lavorare e morire il 14 ottobre del 1989, nutrì, per tutta la vita, un grande amore che lo spinse a comporre scritti in suo onore e dipingere quadri con quel soggetto, diventando, con il suo impegno, un personaggio di spicco della cultura cittadina bustese, tuttora, nelle sale di Palazzo Cicogna sono visibili alcune sue opere.

Inizialmente impiegato amministrativo presso la “Vizzola”, solamente intorno ai quarant’anni decide di lasciare definitivamente il lavoro impiegatizio e dedicarsi completamente all’arte.

Iniziò a dipingere giovanissimo, i primi insegnamenti artistici, avuti nella città natale, li ebbe da Enrico Crespi e dai professori, di scuola tecnica, Bovo e Odilone.

Continuò i suoi studi a Milano, presso l’Accademia di Brera, con Giovanni Lentini, Enrico Felisari e Giannino Grossi. Sue opere furono esposte alle mostre bustesi degli anni ’20 e ’30. Dal 1925 iniziarono le sue mostre personali. Agli esordi si dedicò al ritratto, a questo periodo appartiene il quadro intitolato “ Estasi “, del 1923, olio su tavola, di forma ovale. In seguito, pur non abbandonando questa tematica, si interessò al paesaggio. Fu autore di suggestivi scorci di montagna e di mare, non trascurando gli angoli caratteristici della città di Busto Arsizio, vedute che con gran bravura portò anche in fogli grafici di grande qualità.




ANGELO BOTTIGELLI - OLIO SU CARTONE AL RETRO " 61 ) STUDIO PER RITRATTO - IMPRESSIONE "



Fu tra i fondatori, nel 1951, dell'Associazione Famiglia Bustocca nella quale, per molti anni, fu il segretario ed infine Socio Onorario.

Fu poeta in lingua e vernacolo bustocco, ottenendo riconoscimenti e premi per i suoi scritti.


PULENTA E BRUSCITI
Di Angelo Bottigelli

Ti si rigordi dul tempu ch 'e passà
quandu, insemma ai nostr 'amisi,
a prepaream cuntenti chel stüà
ch 'a ga diséam pulenta cui brüsciti?
Roba da leccà i barbisi!
Sa üsea settassi inturnu al nost 'camén
a cüntà ball e fa rustì i maron,
tegnendu in man un bon bicer da ven
ma non da nustranel, ma da chel bon.
Mò ul tempu al s 'e cambià, e sa üsa pü
tütt 'chi bei robi ca sa üsea a chi tempi,
mò gh ' e cambià tüscossi, e a gioventü
a l'e cambiàa anca le in d'un mumentu.
Mò in da 'stu nostar Büsti,
con genti laburiusa e intelligenti,
gh 'e stei chi c 'hà truvà a ricetta giüsta
par falla püsse bona e da bon güstu.
L 'ha pensà ben da falla dulzi.
Finalmenti an 'ma anca a Busti,
fra tantu lauà da noci e di,
eccu ca gh 'e un Campi ch 'à inventà
un dulzi a una manea ch 'a la sta non indre,
par bellezza e par buntà, a ogni gulusità.
E poeu, dopu a buntà,
eccu che al g 'ha fei anca ul manten
par fagal disquatà,
inscì che dopu 'sta surpresa,
e dopu avell gustà,
no sa pudaà oltar che dì:
Chesta si l'e una buntà!




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