mercoledì 25 maggio 2011

Pauline Reage HISTOIRE D’O


Nel 1954, un giovane editore, di nome Jean-Jacques Pauvert, da alle stampe la prima edizione di un libro che, sin dagli esordi, ha fatto molto parlare, da allora tradotto e pubblicato in moltissime lingue, ancora ora stampato, venduto e letto, dunque, ancora attuale, tanto da diventare sceneggiatura di film e ispirazione, nel 1975, per le illustrazioni a fumetti di Guido Crepax.




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Scritto da Anne Desclos, nata a Rochefort-sur-Mer, nel 1907, e morta, a Corbeil-Essonnes, nel 1998, scrittrice professionista, con alle spalle un percorso di studi di tutto rispetto, che solo per questo romanzo usò lo pseudonimo di Pauline Réage, abbandonando quello, da lei più frequentemente usato, di Dominique Aury.

Il romanzo narra della storia d’amore fra O, la protagonista e René. Fu scritto quando l’autrice era attorno ai quarant’anni, spinta dall’allontanamento del suo amante e a seguito della frase “le donne non possono scrivere romanzi erotici”, forse, proprio dalla fusione di queste due motivazioni, indaga e descrive un universo che vede quali azioni una persona in nome dell’“amore” è disposta a compiere e ad accettare e, come conseguenza dell’accettazione, cosa si vede a dover affrontare, le proprie paure e debolezze, vissute dalla protagonista del libro non come vittima, ma con determinazione e chiarezza.

Incluso alla categoria dei romanzi erotici, anche se composto con un testo non scontato e banale, non narra certo di una storia di amore e sesso fine a se stessa, a mio avviso, è qualcosa di diverso, certamente le parti del testo a carattere pornografico, causa e aiuto alla diffusione del libro, sono presenti, ma c’è solo questo ? quanto di reale e attuale si può trovare nella lettura di queste pagine ?

O è la protagonista di una storia d’amore, sentimento che le viene imposto di dimostrare con la sua ubbidienza e il suo consenso. Mai è costretta è sempre accondiscendente, mai imprigionata, sempre libera di scegliere.

“Ma io ti amo”, aggiunse “ti amo, non scordarlo mai”. Ah, come avrebbe potuto scordarlo? Lui ( René ndr ) è, era la mano che le bendava gli occhi, la frusta del valletto Pierre, lui era la catena sovrastante il suo letto, lo sconosciuto che le mordeva il grembo, e tutte le voci che le impartivano ordini erano la sua voce.

Ad ogni aumento della grandezza della richiesta, deve corrispondere, da parte di O, un nuovo consenso. Lei deve rinunciare ad essere padrona di se stessa, spinta a riconoscere un nuovo e più gravoso diritto, a riconfermare un assenso scontato, che ha come risultato un aumento dei segni presenti esteriormente sul suo corpo.

E’per manifestare il suo amore nei confronti di René che accetta la sottomissione, non ricerca il piacere fisico, ma vuole sempre dichiarare il suo incondizionato amore.

Per questo accetta la mortificazione del proprio corpo, rinuncia a qualunque forma di difesa, accettando, senza riserve, la propria dipendenza dal sentimento d’amore nutrito per René.

Certamente un modo d’amare che lascia il segno !


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