martedì 26 aprile 2011

IL FRUTTO DELLA PESCA, SIMBOLO E LEGGENDA.


In Cina e più in generale in Oriente, questo frutto è portatore di un significato simbolico che ben è introdotto dalla leggenda intitolata” IL MONTE DELLE PESCHE SACRE ”.

Il racconto popolare è ambientato sul monte Sondo. Cima situata ad ovest di Kyongiu, attualmente nella Corea del sud. La salita richiede circa un ora e mezza di cammino. Il nome Sondo ha delle implicazioni interessanti giacché, nella lingua del luogo, “do” significa pesca e “son” soprannaturale.

La narrazione afferma che un giorno un abitante di un villaggio andò a pescare in un lago nascosto fra le cime delle montagne. Spinse la sua zattera in un insenatura che non aveva mai visto prima e avvicinandosi alla riva rocciosa, notò fra gli arbusti l’ingresso di quella che sembrava essere una grotta. Facendosi luce con la lucerna, entrò nella grotta e, percorsa una lunga caverna, sbucò, improvvisamente, in una luminosa vallata, completamente nascosta dall’esterno. Vagò come in sogno, ammagliato dalla bellezza del luogo, incontrò delle persone affabili che lo invitarono al villaggio e gli offrirono da mangiare delle pesche, le stesse che aveva visto crescere sugli alberi della valle. Si trovò così bene fra questa gente che si fermò per tre giorni prima di decidersi di tornare indietro. Quando tornò al suo villaggio, il pescatore non riuscì più a capire dove fosse, Non trovò più nessuno di quelli che conosceva. Persino nella sua casa viveva una famiglia che non aveva mai visto. Quando disse chi era, alcuni degli anziani del villaggio, ricordarono vagamente di aver sentito la storia di un uomo con quel nome, scomparso trecento anni prima, mentre stava pescando su un lago sperduto tra le montagne. Gli dissero che la sua vedova aveva allevato i figli da sola, con grandi sacrifici e che uno dei suoi discendenti vive ancora nel villaggio e lo potrebbe accompagnare alle tombe di famiglia. Al che il pescatore non credendo alle proprie orecchie gridò “ ma sono quel pescatore e sono stato lontano da casa solo tre giorni”. Gli anziani del villaggio lo guardarono con compassione, scuotendo la testa e pensando che non fosse in sé. Il pescatore, tornò sulla montagna, ritrovò il lago e cominciò a ricercare l’ingresso della grotta, inutilmente passò giorni e giorni fra i monti, ma tutto era invano. Nessuno credette alla storia del vecchio pescatore, ma l’idea che potesse esistere un giardino che produceva pesche soprannaturali si diffuse così tanto che il monte fu battezzato con il nome di Sondo, monte delle pesche sacre, nome con il quale, ancora oggi, è conosciuto.

Nella mitologia cinese il pesco è il simbolo dell’immortalità, perché, in Cina, si crede che nutrendosi del frutto di questo albero, questo preservi il corpo dalla corruzione.

La tradizione è così diffusa che si vuole che gli Immortali taoisti si nutrivano di pesche oppure di fiori di pesco.

SHOU XING è il Dio della longevità e della salute. Originariamente era un saggio che, mangiando delle pesche magiche, ottenne l’immortalità. Viene raffigurato come un vecchio, con la testa che richiama la forma di una pesca, calvo e con una lunga barba, con in mano una pesca.

La credenze non tralasciano nemmeno il legno della pianta di pesco, questo, lavorato in forma di spada, è usato dai monaci per effettuare gli esorcismi e gli oggetti d’arredo scolpiti in legno di pesco, oltre alla funzione decorativa, assumono una funzione di protezione della famiglia, della casa, dai pericoli della vita e dai fantasmi.


Statua in porcella policroma raffigurante il Dio della longevità chiamato SHOU XING, prodotto in Cina durante la dinastia Qing nel regno Jiaqing, dal 1796 al 1820


Statua in porcella policroma raffigurante il Dio della longevità chiamato SHOU XING, prodotto in Cina durante la dinastia Qing nel regno Jiaqing, dal 1796 al 1820


Statua in porcella policroma raffigurante il Dio della longevità chiamato SHOU XING, prodotto in Cina durante la dinastia Qing nel regno Jiaqing, dal 1796 al 1820





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